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Carrelli Abbandonati? 10 Ragioni e Soluzioni pratiche

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L’ABBANDONO DEL CARRELLO: L’INCUBO SENZA FINE DEL PROPRIETARIO DI UN E-COMMERCE

 

Abbandono del carrello, tre parole che fanno letteralmente rizzare i peli a chi con l’e-commerce ha a che fare tutti i giorni, non solo per la sensazione di frustrazione che provoca ma anche per il mancato guadagno che ne deriva. Se poi ci si informa leggendo e rileggendo le statistiche pubblicate dal Baymard Institute, dove il tasso di abbandono del carrello a giugno 2018 era del 75,60% allora la sensazione peggiora.

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Ma cosa significa realmente carrello abbandonato?

Quando un utente abbandona il carrello, ovvero non porta a termine l'acquisto del prodotto desiderato, non si tratta solo di una mancata ottimizzazione della pagina di acquisto ma è il risultato di un Customer Journey, che in qualche modo è stato interrotto. Il Customer Journey include tutto il percorso e tutti i punti di contatto che il cliente ha con un brand o un prodotto ed è fondamentale costruirlo con gli occhi del consumatore. E' importante quindi strutturarlo in modo da far vivere al potenziale cliente un processo lineare, strutturato ma soprattutto piacevole ed efficiente. Dobbiamo sempre tenere presente che nella mente di un utente che decide di acquistare online succede questo:

  • Mi informo
  • Confronto e Scelgo
  • Metto gli articoli nel carrello
  • Acquisto

Come faccio a misurare il TASSO DI ABBANDONO del carrello? E soprattutto lo posso ridurre?

Il tasso di abbandono del carrello si può misurare facilmente e per farlo non è necessario essere esperti di statistica, ma è sufficiente fare un piccolo calcolo.

Se definissimo che il processo di acquisto e caratterizzato da i seguenti elementi:

Processo

Tasso di ABBANDONO del CARRELLO:

Nr di visualizzazioni della pagina “Processo di Acquisto” / Nr di visualizzazioni pagina “carrello con prodotti”)*100

Ad esempio:

Nr di visualizzazioni della pagina “Processo di Acquisto” = 300

Nr di visualizzazioni pagina “carrello con prodotti” = 75

% di Abbandoni Carrello = (75 /300 ) * 100 = 25%

Come trovare il tasso di abbandono carrelli su Google Analytics?

Forse non lo sapevi ma questo dato è presente anche su Google Analytics. Se il tuo eshop è collegato correttamente per l'analisi dei dati statistici di vendita, troverai questo dato nella sezione:

Conversioni -> E-commerce -> Comportamento di Acquisto.

Comportamento di acquisto

 

comportamento di acquisto

 

Adesso che sappiamo qual è la percentuale di carrelli abbandonati nel nostro negozio online, accusiamo il colpo e AGIAMO! Ma come lo riduco?

Perché ridurre il tasso di abbandono dei carrelli e migliorare il tasso di conversione

Le due percentuali in qualche modo sono collegate tra loro. Il tasso di conversione di un e-commerce è la percentuale che descrive il numero di vendite in relazione al numero di visite nel tuo e-commerce. Quindi se si riesce ad aumentare le vendite, diminuendo il tasso di abbandono, di conseguenza anche il tasso di conversione aumenta. Per farla breve più vendite con lo stesso numero di visite online.

Come ridurre il tasso di abbandono dei carrelli?

Esistono online moltissime guide sull'argomento, a volte troppo generiche a volte con soluzioni non praticabili.

Siamo partiti analizzando punto per punto un report statistico con delle ragioni reali di abbandono dei carrelli e aggiunto quelle che secondo noi sono le più probabili.

statistica

fonte: www.statista.com

Molte piattaforme ecommerce come Prestashop, ha tutta una serie di moduli aggiuntivi che semplificano alcuni processi di recupero dei carrelli abbandonati. Quello che serve però non è solo un plugin che invia email con buoni sconto, che posta automaticamente sui social media prodotti non venduti, ma capire le motivazioni e ottimizzare, ottimizzare, ottimizzare cercando di capire il proprio target o cliente tipo.

Se vuoi sapere come ottimizzare il tuo ecommerce o hai bisogno di aiuto per ridurre il numero di carrelli abbandonati, clicca sotto e prenota una chiacchierata gratuita! Sarò contento di darti il mio aiuto!

 

Parla con noi

 

Ma quali sono le cause di abbandono del carrello?

Ci sono diverse motivazioni che spingono i nostri potenziali clienti ad abbandonare il loro carrello, che magari hanno riempito dopo diversi minuti di ricerca (e parlare di minuti online è come parlare di decenni offline, lo sappiamo bene!).

Ecco le prime 10:

1. Costi extra e costi inaspettati

La dicitura Spedizione Gratis è il maggior incentivo utilizzato dai proprietari di siti e-commerce per attrarre i potenziali clienti ed invogliarli a concludere il processo di acquisto. Ma se all'acquisto effettivo dell'articolo, accanto alla dicitura costi di spedizione appare un qualsiasi numero diverso da zero, (l'importo fosse anche di 1 solo euro), ecco che abbandoniamo il carrello istantaneamente. Per la serie... Mai promettere qualcosa che non si può mantenere!

2. Dover creare un nuovo account per fare un acquisto

Quando acquistiamo online ci aspettiamo efficienza e rapidità di esecuzione. Se per procedere con un semplice acquisto, come di un paio di auricolari, dobbiamo necessariamente registrarci creando un nuovo account, magari con molti campi da compilare, compreso codice fiscale o altre domande inutili per lo scopo di vendere un prodotto, ecco che nella nostra mente scatta questo "ma io volevo solo un paio di auricolari..." e chiudiamo la pagina.

3. Gli utenti usano il carrello per fare ricerche di acquisto

E già, spesso il nostro sito e-commerce non è altro che un benchmark o un carrello da usare per confrontare prezzi o prodotti. Ma come trasformalo in acquisto?

4. Non trovano metodi di pagamento sicuri

I metodi di pagamento in un sito di e-commerce sono fondamentali e non solo devono essere sicuri ma devono trasmettere fiducia nell'utente. Se noi acquirenti non ci sentiamo rassicurati nel trasmetterti i nostri dati di pagamento, non concluderemo mai la transazione.

5. Checkout confusionario

Decidiamo di ultimare l'acquisto, siamo pronti, abbiamo in mano la nostra carta di credito ma non arriviamo mai al dunque. Infiniti passaggi, diverse pagine da mandare avanti, pop up da chiudere o ulteriori offerte da rifiutare sono tutti ostacoli che mi faranno cambiare idea sull'acquisto.

6. Non si trovano coupon di sconto che mi incentivano a chiudere un ordine

Sconto, la parola più amata da chiunque acquisti qualcosa. Anche quando un articolo non ci serve, non appena ci viene consegnato un buono sconto, ecco che scatta in noi la necessità di tale oggetto. E' la nostra mente ragiona così, soprattutto online. Quando compriamo su internet vogliamo spendere di meno e siamo convinti di riuscire a trovare in qualche modo i coupon per degli sconti. E se non li troviamo compatibili con quel dato sito e-commerce ma compatibili un altro? 90% delle volte cambiamo sito...

7. Costi di spedizione elevati

Perché tenere i costi di spedizione così alti? Magari a volte guadagnando anche qualcosina. E' necessario verificarli e soprattutto compararli con i nostri concorrenti... Ma come li abbassiamo per essere competitivi?

8. Il carrello restituisce errori tecnici

Cosa c'è di più odioso di un sito che dà errore proprio quando stiamo finalmente acquistando il nostro prodotto prescelto? Il 22% degli utenti che fanno acquisti online lamentano ufficialmente tale problematica e chiaramente dichiarano l'abbandono del carrello. Ma come scoprire queste attività così bloccanti.

9. Non ci sono termini per i resi ben chiari

Un acquisto è sempre un po' un mistero, ed un acquisto online lo è ancora di più. Quando ci accorgiamo che i termini di reso non sono molto chiari oppure sono troppo complicati, decidiamo di non dare fiducia a quel sito e-commerce. La procedura di reso deve essere chiara e ben strutturata. Amazon ha fatto il suo punto di forza.

10. Mancata compatibilità con i dispositivi mobili

Notebook, tablet, smartphone, chi di noi si sposta senza avere almeno uno di loro? Soprattutto gli smartphone oggi sono un prolungamento della nostra mano, potentissimi e con mille applicazioni sullo schermo. Stanno diventando sempre più decisivi anche nell'e-commerce, in quanto ci danno la possibilità di concludere l'acquisto in qualsiasi momento della giornata ed in qualsiasi luogo. Hai mai controllato se le percentuali di abbandono sono maggiori su desktop o su smartphone.

Sicuramente non è semplice ma nemmeno impossibile, ottimizzare il tuo e.commerce per aumentare il numero di vendite.

 

1. Costi extra e costi inaspettati

Prima regola di un ecommerce: Non fare brutte sorprese aggiungendo costi solo alla fine

EXTRA COSTS

A chi non è mai accaduto di essere convinto di acquistare un articolo e dopo averne verificato caratteristiche, recensioni, procedure di reso e prezzo, restare spiazzato al momento del pagamento?

Uno sgomento causato da costi di spedizione e costi extra a dir poco altissimi oltre che spesso inaspettati.

Tali costi possono essere causati da diversi fattori, alte spese di spedizione, tasse (ad esempio dazi doganali), commissioni o fee di varia natura.

 

Indice

 

Costi di spedizione inaspettati e costi extra: la PRIMA causa dei carrelli abbandonati

Nelle statistiche pubblicate dal Baymard Institute, i costi inaspettati sono la prima causa di abbandono del carrello da parte degli utenti, con una percentuale pari al 60%.  

Il cliente prima di procedere all'acquisto deve avere tutte le informazioni e giungere sereno alla transazione. Se ci sono delle "condizioni" che potrebbero ostacolare il processo di acquisto, è bene esplicitarle, spiegarle e magari fornire soluzioni alternative all'interno del sito, prima di arrivare al pagamento.
 

Sempre più clienti fanno il TEST del CARRELLO

Effettivamente sembra che gli utenti spesso simulino l’acquisto, testando il carrello per conoscere i costi totali della transazione. Nelle valutazioni degli utenti, l’acquisto tramite siti e-commerce si basa soprattutto sulla convenienza dei costi complessivi, oltre che su altri elementi, come tempi di consegna, comodità, ecc. 

Se i tuoi clienti sono privati perché mostrare i prezzi IVA esclusa?

Se la maggior parte dei tuoi clienti sono privati e non aziende, hai pensato di mostrare i prezzi IVA inclusa o esclusa? In effetti se ci pensi mostrare i prezzi IVA esclusa fa abbassare il costo del carrello in un primo momento, ma poi alla fine il cliente paga il totale IVA compresa.

Hai valutato se ci sono costi accessori non descritti nelle schede prodotto?

Spesso non inserire nelle schede prodotto che ci sono dei costi aggiuntivi obbligatori, fa la differenza. Cercare escamotage e inserire condizioni all'ultimo momento e a tradimento non aumenta le conversioni, anzi.

Spedizione gratuita? Sempre o solo in determinate occasioni?

Ma come fanno tutti a offrire la spedizione gratuita? E perché i grandi dell'e-shop un po' la offrono un po' no? Qual è la regola? Come si rientra nei costi? Se sei un proprietario di un negozio online anche tu almeno una volta, ti sarai posto una di queste domande. La spedizione gratuita è una delle leve più potenti dello shopping online ed è il fattore che spesso fa decidere all'utente di portare a termine l'acquisto. Decidere quando e come applicarla deve sempre essere frutto di una pianificazione attenta di una strategia di marketing, creata ad hoc a seconda della tipologia di prodotto, settore, clienti.

Hai valutato se i costi di spedizione dei tuoi competitor sono come i tuoi?

Hai paura di mostrare i costi di spedizione durante il check-out? Quindi mostri solo alla fine il reale costo del carrello? Questo non è mai un bene perché il tuo cliente si aspetta di ricevere la merce ad un costo di spedizione molto molto basso. La soluzione in questo caso potrebbe essere di eliminare i costi di spedizione extra. Ma come fare per non andare in perdita?

Lo sai che puoi risparmiare tu stesso sui costi di spedizione?

Per poter fronteggiare i tuoi costi, se costretto a mantenere costi di spedizione alti, aggiungere tasse e costi extra? Caricare tutti i costi sul cliente senza agire prima sui tuoi costi vivi, non è una buona strategia, Attivati per ridurre i tuoi di costi. La risposta degli utenti non tarderà ad arrivare. 

Vuoi approfondire e trovare anche tu le soluzioni ai problemi letti sopra?

Scarica l'E-book "7 MODI PER ELIMINARE I COSTI EXTRA DAL TUO ECOMMERCE!"

Una guida pratica per iniziare ad ottimizzare il sito ed ottenere RISULTATI VERI!

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2. Dover creare un nuovo account per fare un acquisto

 

Che stress! Ogni volta che acquisto in un nuovo ecommerce, mi devo registrare!

 

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Un utente registrato è prezioso sia per il business sia per il cliente.

Da una parte consente al proprietario del sito la conservazione del cliente e dei suoi dati oltre che la sua fidelizzazione, dall'altra perché lo agevola, consentendogli di fare più acquisti in minor tempo grazie alle informazioni di spedizione e fatturazione già salvate nell’account personale.

Ma attenzione, la registrazione è un’arma a doppio taglio: se obbligata è deleteria per entrambi.

Quante volte è capitato ad ognuno di noi di voler acquistare un articolo online (magari articoli di cancelleria) e rinunciare all'acquisto a causa della "forzatura" di dover compilare un lungo form di registrazione prima di poter procedere?

La richiesta di creazione di un nuovo account prima di poter procedere all'acquisto è la seconda causa di abbandono del                                                                      carrello.

Ma perché succede?

Quando un utente decide di comprare online si aspetta efficienza, rapidità, comodità e riservatezza.

Il doversi registrare a tutti i costi per poter procedere con un acquisto, risulta noioso, inopportuno se non addirittura esagerato, come come nell'esempio degli articoli di cancelleria dove viene chiesto codice fiscale o altri dati personali come data di nascita.

Ma la compilazione di un form di registrazione, soprattutto se richiede molti dati, ha una conseguenza devastante anche per i proprietari di siti e-commerce: l'utente si concentra nell'inserimento dei dati e si distoglie dal mood dello shopping.

Come fare ad essere SEMPLICI ma efficaci? 

E’ bene quindi adottare un approccio più soft, facendo sentire il cliente protagonista delle sue scelte e facilitandogli la vita.

Scopri quali sono le 6 azioni pratiche da fare subito per stoppare l'abbandono del carrello a causa del tuo form di registrazione

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3. Gli utenti usano il carrello per fare ricerche di acquisto

Utilizzare un sito per fare ricerche è una delle principali cause di abbandono del carrello. Sai perché?

Trend di fatturato ecommerce

 

Il carrello, un  fantastico contenitore virtuale dove le wishlist rappresentano le nostre reali necessità e non. 

La tendenza di riempire i carrelli di oggetti, abiti, elettronica e quant'altro non riguarda solo i Shopaholic 2.0 incalliti, ma ha contagiato tutti, dai Millennials alle persone un po' più agée. 

Tutte le statistiche ci mostrano che il numero di acquisti online è in costante aumento,

Infatti nel 2017 l'e-commerce ha generato a livello mondiale ben 2.300 miliardi di dollari                                                                                                                                       di vendite e gli esperti prevedono di raggiungere i 4.500 miliardi nel 2021 (Shopify).

Questi numeri farebbero presupporre che i consumatori 2.0 hanno le idee ben chiare rispetto a quello che cercano in quanto arrivano all'acquisto reale dei prodotti cercati.

Ma allargando l'analisi ad altri parametri, si evince che questa crescita costante non riguarda solo il fatturato ma anche il numero di carrelli abbandonati.

Indice

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Perché continuiamo a riempire carrelli senza mai arrivare ad un acquisto, facendo impennare le statistiche dei carrelli abbandonati?

Vi assicuro, non è solo una questione di fare Benchmark.

Infatti accade spesso di dare un'occhiata ad un sito e-commerce, di mettere oggetti nel carrello durante l'orario di ufficio posticipando l'acquisto in un altro momento della giornata o nel week end.

Oppure capita di essere alla ricerca del regalo perfetto per una ricorrenza e una volta trovato quello che fa per noi, ci dimentichiamo di tutti i carrelli che abbiamo riempito.

Abbiamo capito che ci  sono numerose ragioni per cui abbandoniamo i carrelli, prima su tutte l'INDECISIONE.

Facciamo un sacco di ricerche online dello stesso articolo, andando a caccia del modello migliore, del prezzo migliore, dello sconto più alto e di mille altre sfumature.

Ma il proprietario di un e-commerce, che vede il suo tasso di abbandono del carrello crescere day by day, cosa potrebbe fare per contrastare questa tendenza?

Purtroppo non si può combattere la curiosità degli utenti e la loro continua ricerca quasi compulsiva, ma si possono avere degli accorgimenti per offrire agli utenti un Customer Journey a dir poco perfetto.

E in caso di carrello abbandonato?  Ricordare al cliente che, qualche giorno prima, aveva scelto proprio quell'oggetto tra tutti quelli presenti nel web e cercare di riportarlo all'idea di acquisto magari con un piccolo incentivo.

Ma vediamo subito un primo un primo accorgimento SEMPLICE ma che fa una GRANDE differenza.

1- Consentire ai clienti di modificare il carrello quando tornano su un oggetto

Un utente alla ricerca di un articolo, spesso ne seleziona diverse versioni (prezzi, caratteristiche, colori), le aggiunge al carrello, per poi rimandare la decisione finale.

Quando arriva il momento della scelta finale, apre il carrello e inizia a riguardare il primo oggetto selezionato, per poi passare ai successivi. 

Se il sito non consente di modificare il carrello quando si ritorna su un articolo, l'utente resta bloccato sul primo oggetto aperto e se volesse cambiare qualcosa (colore, taglia, grandezza) è obbligato a eliminare l'oggetto dal carrello e rifare tutto il percorso di ricerca. 

Risultato: il cliente si annoia e abbandona il carrello.

Dare al cliente la possibilità di modificare il carrello quando torna è una gran bella agevolazione.

Il viaggio dell'utente continua, sarà lui  a pilotarlo e senza intoppi.

abbandono del carrello

 

PS: è importante aggiungere a fianco di ogni articolo i pulsanti + e -, oppure un menù a tendina per aumentare o diminuire con facilità il numero di articoli selezionati. Per eliminare gli oggetti dal carrello, non dimenticare di inserire il classico pulsante con il simbolo X oppure un pulsante con rimuovi/elimina.

IN PILLOLE

Rendi la navigazione smart, non distoglierai l'utente dal portare a termine l'acquisto.

Vuoi sapere quali altre azioni pratiche puoi fare sin da subito per far diminuire il numero di carrelli "riempiti&abbandonati" nel tuo e-commerce?

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4. Non trovano metodi di pagamento sicuri

 

Trasmettere fiducia accontentando tutti i clienti. Sfida impossibile?

 

secure payment-1Il metodo di pagamento, una delle leve principali che maggiormente influenza l'utente a procedere con l'acquisto di un prodotto o meno.

Anche se il consumatore online è ormai abituato ad acquistare sul web, il timore latente di incappare in una truffa o in un pagamento non sicuro è sempre in agguato. 

Ispirare la sua fiducia e abbassare le sue difese è quindi compito del proprietario del sito e-commerce, che si deve impegnare ad essere trasparente, affidabile e offrire metodi di pagamento sicuri e inequivocabili. 

 

Ma non è solo la sicurezza a limitare gli utenti ad ultimare l'acquisto...

UPS e comScore hanno pubblicato una sondaggio che si basa sull'osservazione dei comportamenti d'acquisto prendendo a campione 580 utenti che fanno abitualmente acquisti online.

Il risultato dell'indagine ha rivelato che il 25% dei consumatori online abbandona il carrello di un e-commerce a causa della mancanza del loro metodo di pagamento preferito. Pare che i consumatori 2.0 si aspettino di trovare sugli e-shop il loro metodo di pagamento preferito, ma non è sempre così.

metodi di pagamento statistica                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Fonte: Casaleggio Associati 2018

Ma anche inserire troppi metodi di pagamento sembra provocare nell'utente troppa indecisione, tanta da indurlo a tentennare anche sull'acquisto. Come si suol dire Il troppo stroppia,

Rendi snello il processo di pagamento

Se i processi di pagamento sono anche molto ingombranti, i clienti non portano a termine l'acquisto perché rimangono bloccati proprio nel momento in cui si accingono ad effettuare la transazione.

Ogni volta che un utente entra in un processo di acquisto lungo e complesso, è probabile che abbandonerà il carrello e cercherà gli articoli selezionati in siti che offrono opzioni più semplici e user-friendly

Inoltre, se il vostro processo di pagamento include diverse pagine, allora è un problema che deve essere risolto. Ad ogni clic, le possibilità del cliente di abbandonare il carrello aumentano. 

Ma quindi, alla luce di queste notizie, qual è il metodo perfetto? Come trasmettere fiducia all'utente?  Di quante pagine deve essere composto il checkout?  Qual è l'aspettativa del cliente in questo delicato momento di acquisto?

Noi abbiamo provato a rispondere a queste domande, ma non con risposte evasive dove si dice tutto e niente, bensì creando una mini guida specifica sull'argomento con le 5 regole da applicare per aiutarti a risolvere ogni dubbio sui metodi di pagamento e ispirare la fiducia dell'utente!

 

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Metti in pratica i nostri suggerimenti e dacci il tuo feedback!  

 

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5. Checkout confusionario

 

Molti abbandonano il tuo ecommerce? Hai verificato se il checkout non sia confusionario e complicato?

 

form-registrazione-check-out

Il check-out in un e-commerce è fase cruciale negli acquisti online che se poco intuitivo, complicato e confusionario rappresenta una delle prime cause di abbandono del carrello.

Trattandosi di un passaggio obbligato per la vendita, è necessario renderlo rapido, essenziale e lineare.

Infatti troppi passaggi in questa fase intimidiscono il cliente ed interferiscono con i suoi schemi mentali riguardo al pagamento. 

 

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Hai mai considerato che la tua pagina di checkout può farti guadagnare o perdere a seconda di come è strutturata?

Quali sono le regole per un checkout perfetto?

Ma come realizzare una pagina di checkout perfetta?

carrelli abbandonati

form-registrazione-check-out

Hai mai considerato che la tua pagina di checkout può farti guadagnare o perdere a seconda di come è strutturata?

Eh già, la sola pagina del checkout influisce, e non poco, sui tuoi guadagni.

Se un cliente arriva fino a questo punto, non puoi in nessun modo fartelo scappare.

Se il 20% delle persone che acquistano online abbandonano il carrello proprio all'ultimo passaggio, significa che il tuo sito funziona alla grande, infatti l'80% delle persone acquista, ma proprio al momento topico qualcuno riscontra un problema.

Con il redesign del checkout, idealmente si arriva ad una percentuale di conversione che va dall' 80% al 95%.

checkout page

Quali sono le regole per un checkout perfetto?

La soluzione è molto semplice, bisogna attenersi a delle regole ben specifiche e mettersi nei panni di chi per la prima volta affronta il momento di acquistare nel tuo eshop.

Ma come realizzare una pagina di checkout perfetta?

Ci sono molti accorgimenti ed azioni che si possono fare per realizzare una pagina di conclusione degli ordini se non perfetta, quanto meno che converta!

Ecco i primi 3 step che faranno la differenza:

1- NUMERO PAGINE PER CHECKOUT: UNA!

Realizza una pagina di checkout che sia una! Concentrare tutte le informazioni in una sola pagina, consentirà all'utente di essere rapido, logicamente lineare e di concludere il suo ordine in tutta serenità.

Spezzettare il processo di acquisto in più step potrebbe scoraggiare il cliente, che stufo di cambiare pagina chiude direttamente il sito... altro che abbandono del carrello.

Disegna la tua pagina in modo da non far scorrere il mouse al tuo cliente, in una sequenza di form da compilare che sia il più ovvia possibile, incluso il pulsante con la CTA (Call to Action), questo conferirà ancora più chiarezza e nitidezza.

one-page-checkout

2- NO ALLE DISTRAZIONI 

La pagina di checkout ha la finalità di concludere un'azione.

Inserire link superflui, sopratutto per effettuare operazioni di cross-selling (vendita di prodotti correlati a quello scelto) oppure di up-selling (vendita di prodotti di maggior valore rispetto all'acquisto) è decisamente una strategia deleteria, se fatta proprio nella pagina di registrazione.

3- SI' ALLA FIDUCIA    

Inserire un certificato SSL, inserire informazioni riguardo i resi, inserire rassicurazioni sui costi, sono tutti metodi necessari per confermare l'affidabilità del vostro eshop.

La fiducia del cliente è un passaggio fondamentale che deve avvenire per far sì che il processo di acquisto venga terminato con un ordine effettivo. 

Ma per rendere la tua pagina di uscita perfetta dovrai ottimizzare molti altri elementi!

Non perdere opportunità proprio all'ultimo!

 

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6. Non si trovano coupon di sconto che mi incentivano a chiudere un ordine

 

Abbandono del carrello per coupon sconto non trovati sul tuo sito? Scopri come evitarlo!

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Quante volte ci è capitato di voler acquistare un prodotto, siamo convintissimi di portare a termine l'acquisto, ma giunti alla fine non troviamo nessun coupon, nessuno sconto... che delusione!

Oggi per la maggior parte degli utenti acquisto online va a braccetto con il risparmio, con il "lo pago di meno", con "c'è lo sconto".

E se non ci sono?

L'abbandono del carrello è dietro l'angolo.

Ma come evitare di far scappare clienti e potenziali, guadagnando e non andando in perdita per i troppi sconti? 

 

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Lo sconto, amato e odiato da tutti venditori... 

Promozioni, offerte, coupon, saldi... prima o poi per qualsiasi venditore che venda online o offline, arriva il momento di utilizzare una di queste strategie e di offrirla ai suoi clienti.

Ma attenzione!

Se si decide di rendere effettive queste agevolazioni ma senza una strategia ben precisa, il rischio di renderli improduttivi ed inefficaci è decisamente alto e questo andrebbe a ledere anche sull'immagine del proprio brand. 

Offrire sconti, coupon, saldi ai clienti è un modo per acquisire nuovi clienti e a fidelizzare quelli già esistenti, ma perché sia così è necessario valutare se sono in linea con la strategia di vendita.

La prima cosa da fare infatti è definire appunto una strategia, fissando tempi ed obiettivi per poi integrare eventuali agevolazioni per gli e-shoppers.

Ma è un percorso in continua evoluzione, solo sperimentando con campagne ben definite e verificandone i risultati attraverso le analisi del sito, si arriverà alla soluzione più produttiva.

Ma è opportuno fare un'analisi ben strutturata del sito web, perché sembrerà strano, ma non tutte le aziende sono adatte per l'inserimento di sconti e coupon, tutto dipende da settore, prodotti e tipologia di clienti con cui si ha a che fare.

Come in tutti i campi, lo studio non solo del tuo sito, ma di tutto il contesto in cui esso si inserisce, ancora una volta è fondamentale. 

Ma cosa sono esattamente i coupon? E quel è la differenza con le offerte?

Per comprendere meglio come gestire coupon e offerte è bene è bene incominciare dall'inizio.

Con il termine coupon o buono sconto si intende una stringa alfanumerica in grado di farci ottenere un vantaggio sull'acquisto che vogliamo effettuare.

Questa stringa deve essere inserita nella fase conclusiva del carrello elettronico prima di concludere un determinato acquisto presso un negozio online.

Sono sempre più utilizzati, in quanto gratuiti e di facile utilizzo, ma c'è un aspetto al quale bisogna fare molta attenzione: per poterli utilizzare è necessario disporre di un codice alfanumerico da inserire nel sito in un dato momento, a seconda delle condizioni espresse sul coupon.

Ma qual è la differenza con le offerte?

Le offerte sono agevolazioni di prezzo presenti direttamente sul portale dell'e-commerce prescelto senza la necessità di inserire nessun codice. Esempi di offerte sono i saldi stagionali, il Black Friday o eventi simili. 

Il coupon, un gesto di fiducia

Capita spesso che un potenziale cliente entri in contatto con il tuo sito web grazie ad un coupon sconto. Non è detto si tratti di un cacciatore di sconti seriale, bensì di una persona che non conoscendoti, attraverso questo coupon conosca il tuo sito e decida di darti fiducia utilizzando il coupon.

Lo scopo dei buoni sconti è proprio questo: attrarre un nuovo cliente che sarà poi tuo compito fidelizzare.

Se ci pensi, senza quel coupon, quel cliente non lo avresti mai incontrato!

Coupon marketing sul tuo sito: Vedi subito i risultati!

Mettendo in atto campagne di coupon marketing riesci a calcolare con molta facilità qual è il tuo ritorno sull'investimento e conoscere meglio i tuoi clienti. Infatti attraverso la tranciabilità riesci a vedere chi sono le persone che realmente hanno utilizzato il coupon e avrai modo di seguirle in futuro, anche in caso non utilizzino il buono sconto.

Ma il coupon marketing è sola una delle strategie da mettere in atto per combattere l'abbandono del carrello a causa dei coupon che non si trovano sul sito.

Altri suggerimenti li potrai trovare nel nuovo e-book che abbiamo creato ad hoc "PROMOZIONI, SCONTI E COUPON: 4 STRATEGIE REALI PER GESTIRLI AL MEGLIO"

Troverai altre soluzioni pratiche per guadagnare con i carrelli abbandonati!

 

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Mettiti in contatto con me nel modo che preferisci e raccontami il tuo progetto, insieme troveremo la soluzione perfetta per te!

 

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7. Costi di spedizione elevati

 

Costi di spedizione e strategia di acquisto. Tu come fai?

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Nell' ecommerce i costi di spedizione giocano spesso un ruolo decisivo e sono elementi chiave nella strategia di vendita e di marketing.

Infatti secondo le statistiche di NetComm il 70% delle consegne proposte sul web sono gratuite. Questo perché la spedizione GRATIS è un ottimo modo per attrarre il consumatore che viene invogliato ad acquistare di più.

I costi di spedizione tendono ad influenzare molto l'acquisto, in quanto aumentano il prezzo di ciò a cui i clienti sono interessati.

Un sondaggio tra gli e-shoppers ha rivelato ciò che accade nella nostra mente quando ci              accingiamo ad effettuare acquisti online: riconosciamo più vantaggioso un articolo che costa                                                                                                                         50,00€ con la spedizione gratuita, piuttosto che uno che ne costa 45,00€ con 5,00€ di                                                                                                                                   spedizione. Paradossale, eppure ragioniamo così! 

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Spedizione gratuita = Maggior numero di acquisti

La spedizione gratuita oltre a portare l'utente all'acquisto effettivo del prodotto selezionato lo induce ad acquistare ancora.

Questo accade perché dopo un acquisto online siamo felici e soddisfatti e se "facciamo un affare" la sensazione di benessere che proviamo è molto forte. Quindi, invasi da questo mood, perché non continuare "a fare affari"?

Da varie ricerche sembrerebbe che il 93% degli e-shoppers è incoraggiato all'acquisto di più prodotti se la spedizione è gratuita perché una volta ricevuta la merce per la quale non si è pagato l'invio, il livello di soddisfazione è più alto rispetto a quando si pagano costi aggiuntivi. 

 

Ma la spedizione gratuita se la possono permettere tutti?

Come in tutti i settori e categorie merceologiche la spedizione gratuita fissa non è applicabile a tutti i siti di e-commerce.

Se il mio sito vende beni di lusso, sarà più semplice per me recuperare i costi avendo più margine di azione sui prezzi; ma se la mia offerta ricade su prodotti di fascia medio-bassa allora dovrò trovare delle soluzioni alternative.

Ma prima di cercarle è bene fermarsi a studiare il nostro sito: i costi di spedizione che ho inserito per le varie categorie di prodotti da me offerti sono giusti?

E' buona regola impostare i costi di spedizione entro il 20% del costo di ogni articolo.

Una volta verificato lo stato del sito, allora possiamo iniziare a studiare una vera e propria strategia di vendita e di marketing.

 

Come identificare la strategia migliore per le mie spedizioni?

Trovare la strategia migliore e soprattutto definitiva per le spedizioni è quasi impossibile, ma trovare quella che meglio si adatta al nostro sito a seconda del momento, del periodo e dei trend è decisamente possibile, l'importante è che sia FACILE!

Più chiare e facili sono le informazioni riferite alle spedizioni, più facile sarà per il mio cliente fare il totale dei costi di spesa e non avere sorprese alla fine del processo di acquisto.

Ma attenzione! Calcolare esattamente i costi di spedizione per ogni categoria e pacchetto è UTOPIA: con le spese una volta si andrà in difetto e un'altra volta in avanzo; l'importante è andare a pari in un periodo definito non smettendo mai di cambiare ed aggiustare i costi.

Per questo motivo la decisione di optare per la strategia di spedizione gratuita o sottocosto deve essere MOLTO BEN PONDERATA.

Per identificare la strategia migliore e capire se sei sulla rotta corretta, prova a rispondere a queste semplici domande:

  • Sono l'unico e-commerce a vendere questo prodotto? 
  • Se ho dei concorrenti, qual è la strategia che applicano?
  • I costi di spedizione: rientro o sono in perdita?
  • In un dato periodo, quali sono i miei margini sulle spese di spedizione?
  • Analisi SEO: se non offro spedizioni gratuite i miei carrelli abbandonati aumentano vertiginosamente?
  • Corrieri, servizi online di spedizione: ho fatto accordi vantaggiosi anche per me? Posso fare di meglio?

Ora hai sicuramente elementi in più per valutare la situazione attuale tra spese di spedizione, profitti e carrelli abbandonati.

 

Se ti resta ancora del tempo scarica gratuitamente la nostra mini guida  

"3 STRATEGIE PER ABBATTERE I COSTI DI SPEDIZIONE ELEVATI" 

e scopri tanti suggerimenti ed indicazioni su come trovare la strategia per le spese di spedizione più adatta al tuo sito!

 

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8. Il carrello restituisce errori tecnici

 

Crash del sistema e carrello che dà errori tecnici. Non sono poi eventi così rari!
technical error

 

Crash del sistema ed il carrello che dà errori tecnici, gli eventi più imbarazzanti che possono accadere in un ecommerce, errori che riducono le vendite ed allontanano i clienti.

L'obiettivo primario di un negozio online è quello di offrire la miglior piattaforma per un Customer Journey perfetto.

Per poterlo realizzare è necessario testare regolarmente il sistema del tuo negozio online e verificare che sia stabile e perfettamente funzionante.

Infatti la delusione generale delle aspettative dovuta a errori che rimanda il sito web, potrebbe dare luogo ad un'esperienza del cliente piuttosto negativa e fa diminuire drasticamente la fiducia e sicurezza nel nostro negozio                                                                                  online. In un sito e-commerce sono molti gli elementi in gioco, di conseguenza non è raro che qualcosa vada storto.

 

Ma quali sono gli errori tecnici più frequenti in un e-commerce?

  1. Prezzi e quantità degli articoli errati
  2. Articoli che non si riescono ad aggiungere al carrello
  3. Script non caricati correttamente
  4. Link rotti
  5. Immagini prodotto non ottimizzate o non caricate
  6. Caricamento delle pagine troppo lento
  7. Crash del sistema

Questi sono solo alcuni degli errori più comuni, ad eccezione del crash del sistema che sembra essere decisamente più raro, ma ahimé a volte accade.

Ma come individuare gli errori tecnici in un ecommerce? 

Per capire dove sono gli errori tecnici all'interno del sito è indispensabile studiare i risultati della SEO tecnica.

Se sono sicuro di aver ottimizzato il sito, evitando anche le 10 ragioni di abbandono del carrello, e a fronte di numerose visite e numerosi articoli selezionati ho un altissima percentuale di abbandono del carrello, probabilmente è proprio quest'ultimo che ha qualcosa che non va.

Che fare in più?

Fai dei test sul tuo e-shop!

La persona con maggior interesse nel buon funzionamento del tuo sito e-commerce e soprattutto della risposta delle pagine relative al carrello, dal riempimento al checkout sei proprio tu, proprietario del negozio online.

Mettiti nei panni dei tuoi clienti e testa l'esperienza di acquisto che offri agli utenti, completa il Customer journey; in questo modo non solo troverai gli errori ma proverai la loro stessa delusione se qualcosa non va, uno stimolo a fare MOLTO meglio.

 

Ti piacerebbe avere 5 dritte veloci e facili da applicare per trovare i problemi tecnici nel tuo e-shop? Scarica il la mini guida  "5 MODI PER INDIVIDUARE GLI ERRORI TECNICI DEL CARRELLO" e recupera profitto abbassando il tasso di abbandono del carrello!

 

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9. Non ci sono termini per i resi ben chiari

 

Procedura resi non chiara. Dare delle regole spesso aiuta...

 

pacco

I carrelli abbandonati purtroppo rappresentano una condizione fisiologica negli e-commerce e non si riuscirebbe a cancellarli nemmeno se passassimo i siti ai raggi X.

Ma ci sonodelle azioni che possiamo fare per diminuirne la quantità e recuperare profitto.

E' importante ricordare sempre che un cliente che acquista in un negozio online si sente sicuro e gli dà fiducia.

Ma come ottenere questa fiducia?

Costruendo un sito affidabile che anche in caso di non gradimento della merce o di un cambio di idea rispetto ad un acquisto rassicuri il cliente con una politica di reso chiara e semplice.

Capita spesso che molti siti non diano importanza alla questione RESI, che invece è uno degli elementi                                                                                                      fondamentali per ispirare la fiducia degli utenti. 

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Se ti servono idee per istituire una politica di resi efficace, scarica il nostro e-book 

"3 REGOLE D'ORO PER UNA POLITICA DEI RESI EFFICACE" 

dove troverai 3 spunti da applicare per una gestione dei resi vincente!

 

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Sai perché Amazon ha tutto questo successo? Perché la politica dei RESI è CHIARA e SEMPLICE

La politica di reso è prevista dalla legge italiana (diritto di recesso, art. 52 Codice del Consumo) e deve risultare semplice da trovare e comprensibile per qualsiasi utente.

I negozianti hanno degli obblighi nei confronti degli acquirenti, anche se spesso accade che scarichino le loro responsabilità sui clienti stessi fornendo informazioni scorrette. 

Se un utente vede che le condizioni di reso sono complicate o poco chiare potrebbe abbandonare l'idea di acquistare e per evitarlo, bisogna essere molto chiari sulla procedura di reso

I resi: un'opportunità nascosta

E' vero, i resi non sono esattamente entusiasmanti né per il cliente né per il venditore.

Ma ricorda, sono una grande opportunità per impressionare i tuoi clienti con un servizio attento e personalizzato.

D'altronde il reso gratuito funziona: secondo uno studio americano, i consumatori aumentano la spesa del 457% in due anni se un sito web introduce come prassi i resi gratuiti.

In aggiunta, se riesci a semplificare l'esperienza o, ancora meglio, a renderla piacevole per i clienti, puoi trasformare questo tanto temuto aspetto degli acquisti in un'opportunità per fidelizzare il cliente. 

Ma come gestire i resi nel migliore dei modi?

Per rispondere a questa domanda è sufficiente seguire le regole. Infatti il modo migliore per gestire i resi è proprio la pubblicazione di poche e semplici regole da seguire che spiegano cosa fare e quando farlo chiaramente senza equivoci.

 

10. Mancata compatibilità con i dispositivi mobili

 

Sito mobile-friendly per ridurre il numero di carrelli abbandonati. E il tuo sito lo è?

 

pcL' e-commerce da mobile è cresciuto molto negli ultimi tempi e non è di certo un trend in arresto.

Le statistiche ci mostrano come il telefono diventa sempre più spesso il primo punto di contatto tra cliente e azienda, trend che riguarda soprattutto i giovani, l'80% dei quali interagisce per la prima volta con un brand proprio da mobile.

Ottimizzare il tuo e-commerce per mobile. semplificandone i passaggi e rendendo i prodotti e le informazioni disponibili in pochi clic incoraggerà gli                 e-shoppers ad acquistare più velocemente.

Molti CEO hanno dichiarato che da l'introduzione dell'adeguamento del sito alla versione mobile ha rivoluzionato le vendite aumentando di parecchi punti percentuali le vendite.

                                                                             Un sito web non compatibile con dispositivi mobile oltre a rischiare di non essere visualizzato correttamente in                                                                                         alcuni casi compromette il completamento dell’acquisto tramite smartphone o tablet.

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L'ecommerce mobile-friendly fa contento anche Google

C'è un aspetto molto importante da considerare rispetto al sito mobile-friendly sarà molto apprezzato non solo dagli utenti, ma soprattutto da Google che nei risultati di ricerca valorizza i siti utilizzabili da dispositivi mobili rispetto agli altri. 

L’obiettivo del colosso americano è quello di restituire sempre all’utente risultati pertinenti alla ricerca effettuata, non solo nei contenuti, ma anche nella forma. 

Per questo motivo il mobile-friendly è un fattore di ranking per la SERP da dispositivi mobili che si può monitorare nei report di analisi di Google Analytics. 

test ottimizzazione mobile

Secondo molte ricerche, il traffico proveniente dai dispositivi mobile, rappresenta più della metà del traffico ai siti e-commerce. E se c’è molta differenza tra le conversioni desktop e mobile in cui una supera di molto l’altra, è bene considerare di rivedere l’esperienza utente in modo da trovare i punti nei quali possono essere apportati miglioramenti. 

Metti il booster alle conversioni con la pagina di Checkout perfetta per mobile

Rendere tutto il tuo e-shop mobile friendly è una delle prime azioni da fare oggi.

Ma c'è una pagina che ha la precedenza su tutte: la pagina di checkout.

Infatti è proprio lei che se ottimizzata mette il booster alle tue conversioni!

Quando un utente, in qualsiasi momento della giornata, navigando col suo smartphone, individua sul tuo e-commerce proprio l'articolo che cercava magari anche in promozione, non ci pensa troppo a metterlo nel carrello e ad arrivare alla pagina di checkout, ma se la trova confusionaria o mal costruita perde fiducia e abbandona il carrello.

E' una situazione molto più comune di quanto pensi.

 

Ma come fare ad avere un ecommerce mobile-friendly? Bastano pochi accorgimenti! Leggi la mini-guida "5 AZIONI PER RENDERE IL TUO ECOMMERCE MOBILE FRIENDLY" che abbiamo preparato per te!

 
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E tu hai sperimentato altre soluzioni per risolvere il problema dei Carrelli Abbandonati?

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