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E-commerce: fattura o scontrino?

Fattura-Scontrino

Hai aperto da poco il tuo e-commerce o ti stai avvicinando solo ora alle questioni legali del tuo negozio online?

Sei colto anche tu dal solito dubbio fattura o scontrino a seguito di una vendita online?

Prova a leggere questo articolo, ti aiuterà ad avere le idee un po' più chiare...

E-COMMERCE E ADEMPIMENTI FISCALI: COME GESTIRE LE VENDITE?

La normativa IVA prevede delle semplificazioni per tutti coloro che esercitano l’attività di commercio elettronico nei confronti dei consumatori finali residenti nel territorio dello Stato Italiano.

La particolarità della normativa fiscale consiste in alcune differenze di regolamento tra l’ e-commerce diretto e l'e-commerce indiretto.

In questo articolo tratteremo i vari punti della normativa vigente e le differenze fiscali tra le due tipologie di e-commerce.

 

E-commerce: è sempre necessario emettere fattura?

La fatturazione elettronica è un sistema digitale che permette l’emissione, la trasmissione e la conservazione delle fatture online.

Tutti i commercianti hanno l’obbligo di trasmettere le proprie fatture al Sistema di Interscambio, che revisiona e trasmette le fatture all'Agenzia delle Entrate, e ai propri clienti.

Gli e-commerce hanno l’obbligo di emettere fattura SOLO in caso di vendita B2B, ovvero agli acquirenti con partita IVA. Per questo motivo, nella pagina del check out, tutti i negozi online devono inserire, per regolamento, due campi obbligatori:

  • Indirizzo PEC
  • Codice Destinatario

I titolari di e-commerce sono esonerati dall’obbligo di certificare i corrispettivi verso i soggetti privati.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito, con la risoluzione 274/E/2009, che gli e-commerce devono emettere fattura solo in caso di richiesta esplicita da parte del cliente, nel momento in cui effettua l’operazione d’acquisto.

Ai titolari di e-commerce non resta che registrare i corrispettivi giornalieri, entro il giorno successivo, nel registro dei corrispettivi di vendita.

Fattura, ricevuta fiscale, scontrino... un po' di chiarezza

Per segnalare i corrispettivi giornalieri, le attività commerciali hanno a disposizione tre strumenti:

  • Fattura

    La fattura elettronica è entrata in vigore ufficialmente il 1° Gennaio 2019 e molti imprenditori hanno avuto diverse difficoltà a regolarizzare la propria attività.
    La fattura elettronica riguarda tutte le attività commerciali? In primis bisogna chiarire che l’obbligo di emissione della fattura elettronica vale in egual misura per tutti i soggetti residenti nel territorio italiano. La normativa riguarda sia le attività B2B, quindi le transazioni tra partite IVA sia le attività B2C legate esclusivamente al consumatore finale.
    Sono esonerati dall' obbligo della fatturazione elettronica alcuni soggetti, come:
      • Soggetti IVA con regime di vantaggio.
      • Soggetti IVA con regime forfettario.
      • Piccoli produttori agricoli.
  • Ricevuta fiscale

    Tutti i soggetti titolari di partita IVA esonerati dall’emissione della fattura, devono rilasciare, al momento della cessione del bene o della prestazione del servizio, la ricevuta fiscale. La ricevuta fiscale serve a certificare l’avvenuto pagamento del bene o del servizio e può essere emessa solo da soggetti con partita IVA. È possibile emettere la ricevuta nei seguenti casi:
      • Cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante.

      • Per le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali, o mediante distribuzione automatica.

      • Per le prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito;

      • Per le prestazioni di servizi rese nell'esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell'abitazione dei clienti.

      • Per le prestazioni di custodia e amministrazione di titoli e per gli altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie.

      • Per le operazioni esenti Iva, indicate nei numeri da 1) a 5) e numeri 7), 8), 16), e 22) dell’articolo 10 del DPR n. 633/72.

      • Per l’attività di organizzazione di escursioni, visite turistiche ed eventi corrispondenti effettuati dalle agenzie di viaggi e turismo.
  • Scontrino

    Lo scontrino è un documento fiscale emesso verso i privati, viene emesso quando si completa la prestazione e si incassa il corrispettivo. Può essere digitato manualmente tramite registratore di cassa o si possono utilizzare dei lettori di codice a barre e programmi gestionali che integrino le funzioni per l’emissione di scontrini. Esistono diverse forme di scontrino fiscale:

    • Scontrino per il commercio in locali pubblici;
    • Scontrini per il commercio ambulante;
    • Biglietto di trasporto.
Mentre, i titolari di un e-commerce indiretto, impegnati nella vendita di beni materiali, tramite un canale telematico, non sono obbligati ad emettere fattura, ricevuta o scontrino.Scontrino elettronico: cosa cambia per l'E-Commerce 

A pochi mesi di distanza dall'obbligo emissione della fattura elettronica, un nuovo decreto fiscale introduce lo scontrino elettronico, obbligatorio dal 1° Luglio per tutti i commercianti con un valore d’affari superiore a 400 mila euro.

Introdotto dalla legge di conversione del Decreto Crescita, è prevista una moratoria di sei mesi che prevede un periodo non sanzionabile fino al 1° Gennaio 2020. Grazie al nuovo registratore telematico, che entro tale data dovrà essere in possesso di tutti i commercianti, si memorizzano i corrispettivi giornalieri in via digitale e questi devono essere trasmessi telematicamente all'Agenzia delle Entrate.

Gli e-commerce sono vincolati dallo scontrino elettronico?

Le attività di commercio elettronico sono esonerate dall'obbligo di emissione dello scontrino elettronico. Tutti i corrispettivi derivanti dagli e-commerce sono esclusi dalla nuova normativa, previo l’obbligo di annotare operazioni sul registro dei corrispettivi.

L’emissione della fattura elettronica avviene in caso di richiesta esplicita da parte del cliente, come previsto dall'Art. 2 dpr 696/1996, che esonera l’operazione da qualunque obbligo di certificazione. (salvo l’obbligo di emissione della fattura dopo un’esplicita richiesta fatta dal consumatore finale nel momento dell’acquisto).

E-commerce e normativa fiscale: gli adempimenti per vedere online

Chiariamo un concetto molto importante: tutti coloro che vogliono aprire un’attività di e-commerce o gestiscono un negozio online, devono conoscere e aggiornare frequentemente gli aspetti fiscali.

La normativa fiscale di un e-commerce varia a seconda che si tratti di:

  • E-Commerce diretto: l'oggetto dell'acquisto è sempre un bene immateriale. Si tratta del commercio di un bene o servizio che avviene esclusivamente, totalmente e direttamente online. (film, musica, etc). Sono e-commerce diretti, dunque, tutte le attività di commercio elettronico che vendono beni digitali e l’interazione tra fornitore e consumatore, avviene totalmente attraverso piattaforme e canali online. Per questo motivo vengono considerate come prestazioni di servizi, perché il cliente non riceve a casa nessun bene materiale. Esempio di e-commerce diretti sono attività che effettuano operazioni relative a siti web e web-hosting, software house, attività che forniscono immagini, testi e informazioni messi disposizione di basi di dati.

  • E-Commerce indiretto: l'oggetto dell'acquisto è un bene fisico, viene venduto ai consumatori finali attraverso internet e spedito a casa dell'acquirente. Un esempio di e-commerce indiretto è Amazon, effettua la vendita a consumatori finali, tramite l’utilizzo di un canale telematico ed effettuata la vendita di beni materiali. L’attività di e-commerce indiretto si caratterizza dalla vendita del bene che avviene tramite modalità telematiche e dalla consegna del bene che avviene tradizionalmente con corriere, vettore o servizio postale.

Qual’è la normativa fiscale per un e-commerce indiretto?

Quando si tratta di un commercio di beni materiali, la vendita del prodotto fisico avviene mediante il canale telematico e deve essere fiscalmente consegnato al cliente pagante.

Nel caso in cui l’acquirente è un consumatore finale residente in Italia, le transazioni sono soggette al regime previsto per le vendite per corrispondenza e sono esonerati dalla fatturazione elettronica, dalla certificazione dei corrispettivi (scontrino elettronico) e dalla ricevuta fiscale. La certificazione del pagamento può essere emessa in caso di richiesta esplicita da parte dell’acquirente al momento dell’acquisto.

In questo caso, i gestori dell’e-commerce hanno il dovere di annotare i corrispettivi delle vendite giornaliere, comprese di Iva, nel registro dei corrispettivi.

E...la normativa fiscale per un e-commerce diretto?

Nel caso di un e-commerce diretto, l’IVA sull’importo pagato dall’acquirente, verrà applicata secondo le aliquote del Paese membro dell’Unione Europea in cui è residente il cliente stesso.
La nuova normativa introdotta il 1° Gennaio 2019,  impone ai titolari di e-commerce diretto UE o Extra UE con clienti privati nel mercato europeo, di aderire al cosiddetto regime MOSS (Mini One Stop Shop).
Tale regime viene offerto alle imprese di e-commerce diretto in modo da non dover registrare la P.IVA in tutti gli Stati membri in cui sono domiciliati i clienti.
Basta effettuare la registrazione al MOSS, effettuare l’identificazione fiscale e renderlo come punto di riferimento per tutti gli adempimenti IVA.

Le modalità di applicazione dell’Iva sono differenziate a seconda dello status del committente:

  • Nei rapporti B2B, il cliente deve applicare l’imposta con il meccanismo del reverse charge;

  • Nei rapporti B2C, invece, l’imposta viene pagata direttamente dal fornitore (comunitario o extracomunitario), previa identificazione tramite regime speciale del “Mini Sportello Unico” (MOSS).

Come funziona la normativa per le vendite europee ed extraeuropee?

La normativa fiscale inerente al commercio europeo e alla vendita dei beni nei paesi extra UE prevede alcuni esoneri e modifiche.

Se la transazione deve essere effettuata nei confronti di un soggetto residente in un Paese extraeuropeo, non può essere considerata come “cessazione all’esportazione” (Vedi Art.8, comma 1 - dpr 633/72).

L’obbligo dell’ e-commerce è quello di emettere fattura senza l’imponibile IVA e inviare una dichiarazione alla dogana per ottenere il “visto”.
Se l’acquirente è un consumatore finale, il venditore ha l’obbligo di verificare se sia stata superato o meno il limite stabilito dal paese membro UE, compreso tra 35 mila euro e 100 mila euro:
Se l’operazione e “sotto soglia”, il venditore deve appellarsi alla disciplina dedicata agli acquisti effettuati dai cittadini italiani;
Se è “sopra soglia”, il venditore ha l’obbligo di accreditare ai fini IVA nel paese europeo interessato ed emettere una duplice fattura (una fattura per lo Stato Italiano, una fattura per il paese UE con l’aliquota IVA presente in quello Stato).
Se l’acquirente è un professionista o è un’azienda, si tratta di un’operazione intracomunitaria e l’operazione non è soggetta ad IVA. Le fatture, in questo caso, devono contenere la dicitura “operazione non imponibile ex art. 41 D.L. 331/93”.

Vendere sui Marketplace: fatturazione e fisco

Gli aspetti fiscali e di fatturazione dei Marketplace rappresentano il punto cardine dei dubbi che interessano i nuovi venditori.

Amazon, ad esempio, avvisa i suoi venditori, che l’Iva è addebitata su tutti gli ordini spediti o trasportati nello Stato Italiano o in uno Stato membro UE, nei confronti di persone fisiche non soggetti d’imposta.

I Marketplace: linee generali fiscali

Ogni Marketplace può scegliere se esporre i prezzi dei prodotti comprensivi di Iva o esclusi. Questa scelta si basa principalmente sul target di riferimento dei propri clienti. Se si tratta di un Marketplace principalmente B2B (Business to Business) con P.Iva, l’IVA viene indicata separatamente.
E' indispensabile che in ogni Marketplace sia indicata la descrizione del prezzo: IVA inclusa o IVA esclusa.
Ogni Marketplace struttura il servizio di fatturazione in modo diverso: si può scegliere se far fatturare i venditori o se applicare un servizio di fatturazione direttamente dalla piattaforma.
Alcuni Marketplace sono obbligati a identificarsi in Italia qualora non abbiano residenza fiscale in uno stato senza un accordo di assistenza reciproca; Sono obbligati a conservare la documentazione per 10 anni in modo da consentire agli stati membri la corretta contabilizzazione delle operazioni ai fini IVA.

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Riepilogando: Come avere un E-commerce in regola?

Avere un e-commerce a norma di legge è fondamentale per evitare problemi di sanzioni a livello nazionale ed europeo e, soprattutto, per dare una sicurezza totale ai propri clienti.

Per avere un negozio online a norma di legge bisogna seguire alcune regole generali:

  • Indicare i dati aziendali: devono essere accessibili sia dalla Homepage che da ogni pagina interna:
    • Ragione Sociale
    • Sede Legale
    • Contatti aziendali
    • Partita Iva
    • Numero fisso della sede o numero verde
  • Indicare una politica di spedizione e consegna ben definita: i clienti devono conoscere ogni aspetto della spedizione dei prodotti. È bene specificare:
    • I tempi di consegna previsti
    • Il costo di spedizione
    • Quando si attiva la spedizione gratuita
    • Paesi in cui i prodotti non possono essere spediti
  • Indicare una politica dei resi e rimborsi: è fondamentale per mantenere il rapporto di fiducia con il cliente. 
    • Tutti gli acquisti possono essere annullati entro i 14 giorni previsti dalla legge.
    • Indicare se il costo di spedizione del reso è a carico del cliente o dell’azienda.
    • Indicare le tempistiche del reso.
    • La pratica di rimborso deve essere trasparente e trascritta sul sito web.
  • Indicare i termini e le condizioni di vendita: inserire nel sito web tutte le clausole relative alle condizioni di vendita:
    • Clausole Legali
    • Informazioni sui prodotti
    • Limitazioni di responsabilità
    • Clausole sul reso e rimborsi
    • Scelta della giurisdizione
    • Termini di consegna
    • Protezione Privacy sui dati degli utenti
    • Indicare la normativa europea GDPR
    • Conformità con la pubblicità online
    • Tasse e imposte
    • Conformità PCI (Payment Card Industry)

Abbiamo cercato di darti informazioni utili per capire un po' meglio gli aspetti fiscali che riguardano gli e-commerce. 

Per avere una panoramica completa degli adempimenti fiscali da rispettare leggi anche "Obblighi fiscali per iniziare a vendere online". 

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