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Come cambiano gli e-commerce dopo il covid-19

ecommerce dopo covid 19

Hai in progetto di aprire un e-commerce e vendere online?
Non sai cosa accadrà con gli e-commerce nel post COVID?
Nonostante le difficoltà dei primi 6 mesi del 2020, si stanno già delineando dei trend e-commerce 2020 dovuti a dei cambiamenti epocali che hanno coinvolto i consumatori online. Scopri cosa è successo in piena pandemia e la situazione degli e-commerce post Covid!

Gli e-commerce nel post Covid sono entrati a pieno titolo nelle abitudini di acquisto degli italiani, ma ci sono dei settori che più di altri hanno opportunità di crescita nel 2020

Gli e-commerce nel post Covid sono entrati a pieno titolo nelle abitudini di acquisto degli italiani, ma ci sono dei settori che più di altri hanno opportunità di crescita nel 2020.

I primi 6 mesi del 2020 hanno rivoluzionato il consumo digitale in Italia. E’ stato fatto un balzo in avanti di anni a causa delle nuove restrizioni legate alla vicinanza fisica. Il risultato è stato che gli italiani sono diventati consumatori online.

Tra i trend degli e-commerce 2020 infatti l’acquisto frequente sugli store online è diventata non solo una tendenza ma anche un’abitudine. Com’era prevedibile, gli e-commerce food e quelli che prevedevano in catalogo medicinali hanno registrato un’impennata in termini di visite e di vendite.

Clicca qui se vuoi prima leggere: Come aprire un negozio online

Con lo scorrere dei mesi, le persone hanno capito acquistare online può essere vantaggioso sempre, si sono fidate degli e-commerce e hanno cominciato ad acquistare anche prodotti non strettamente necessari. Ad essere avvantaggiato è stato ovviamente chi già vendeva online.

Se però non hai ancora un negozio online, sappi che probabilmente ora potrai contare su una nicchia di consumatori più ampia di quella pre-Covid.


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Come sono cambiate le abitudini di acquisto degli italiani

L'acquisto online ad inizio pandemia era considerato un nuovo trend per gli e-commerce 2020 ma con l'inizio dell'estate è diventato sempre più evidente che non si tratta solo di una tendenza: è accaduto qualcosa nelle abitudini di acquisto degli italiani che sta plasmando nuovi modelli economici. Da una parte la necessità di acquistare beni di prima necessità online per evitare il contagio, dall’altro l’aumento degli e-commerce durante il Covid per rispondere alla domanda sempre crescente e infine nuove forme di servizi per i clienti e modalità di acquisto (dal take away al click & collect).

Solo a marzo è stato registrato un incremento del traffico internet del 60%, in un primo momento con le ricerche volte a reperire informazioni sul Covid-19. Le cause sono ovviamente da rintracciare nella maggiore disponibilità oraria delle persone, bloccate a casa. Durante la pandemia le visite sono aumentate soprattutto per i siti di grande distribuzione con un incremento del 250% così come il food delivery ha richiesto la disponibilità di molti più fattorini.

Le persone hanno quindi imparato ad apprezzare la consegna a casa anche degli alimentari (persino di aperitivi e cocktail) e hanno introdotto l’acquisto online tra le proprie abitudini di consumo.

Da un rapporto realizzato dalla società di consulenza globale Alvarez & Marsal in collaborazione con Retail Economics, basato su un campione di 6mila consumatori appartenenti a sei paesi europei tra cui l'Italia, emerge che la vendita online nel nostro Paese aumenterà di 1,5 miliardi. Il 55% dei consumatori italiani ha acquistato online per la prima volta, a causa del Covid, qualcosa che in precedenza avevano comprato solo in negozio. Ecco la rivoluzione.

Quali sono i settori che hanno registrato numeri in crescita

Se da una parte settori come il travel o gli eventi hanno subito un tracollo senza precedenti, dall'altra ci sono aziende che hanno registrato picchi di crescita inimmaginabili, come il settore dell’intrattenimento online e della formazione (+96%) e i negozi online di alimentari (+300%).

Tra i trend e-commerce 2020 quello dell'acquisto di cibo online è sicuramente il più evidente. Le persone non potevano uscire, per una cena o un aperitivo, di conseguenza hanno accettato il food delivery e lo hanno introdotto nelle proprie abitudini di acquisto. La cucina più richiesta è stata quella italiana, con una predilezione per la pizza e la pasta. Seguono la cucina americana (in particolare gli hamburger), il gelato (+58%), il poke hawaiano e la cucina giapponese (sushi). Unica cucina ad aver perso terreno rispetto al passato è quella cinese.

E' interessante notare quali sono state le motivazioni che hanno spinto il food delivery. Secondo Just Eat la maggior parte degli acquirenti (uomini appartenenti alla categoria dei millennials, seguiti da famiglie) ha acquistato per questi motivi:


  • limitazione delle uscite (59,35%)
  • evitare inutili code al supermercato (47,49%)
  • farsi una coccola (15,97%)
  • mancanza di tempo o della voglia di cucinare (13,81%)

Queste motivazioni sono interessanti perchè rappresentano uno specchio del motore che ha spinto gli acquisti online di cibo e possono essere utilizzate dagli e-commerce per spingere ulteriormente ad acquistare online, nella comunicazione via social, ad esempio (“niente più code infinite: ordina da casa e a casa lo portiamo noi”).

L’impatto del Covid-19 ha accelerato le vendite online anche nel B2B: BrandOn Group ha registrato, tra gennaio e maggio 2020, una crescita del canale B2B superiore all’80% rispetto al 2019, con un picco del comparto parafarmaceutico, cresciuto di oltre 12 volte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Quali settori cresceranno in futuro

Nella valutazione che porta a capire quali saranno i settori in crescita verso la fine del 2020, bisogna considerare la situazione economica causata dalla pandemia. La prolungata chiusura delle attività ha portato a tante persone con reddito inferiore, cassa integrazione in attesa di arrivare e addirittura perdita di posti di lavoro. Tutto questo porterà a un ridimensionamento degli acquisti non necessari e ad un abbassamento dello scontrino medio. Anche il settore del lusso vedrà dei reparti in decrescita, ma ci sono comunque delle opportunità.

Ci sono infatti dei settori in cui è possibile ipotizzare una crescita, seppure in forme diverse:

Settore alimentare e food delivery

Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, a fine 2020 gli acquisti online dei consumatori italiani nel comparto Food&Grocery varranno 2,5 miliardi di euro, con una crescita del +55%, alimentare in testa. All’interno di questa categoria i prodotti da supermercato diventano il principale segmento online, grazie a una crescita del +85% rispetto al 2019.

Moda e bellezza

Sono cresciute le ricerche in ambito bellezza e personal care, dove spicca in particolare il settore make-up & cosmetici, che ha visto tassi di crescita annui vicini al 100% nella seconda metà di maggio. Nel mese di maggio, il settore dell’abbigliamento ha visto una crescita anno su anno del 50%, mentre le ricerche di calzature hanno registrato un aumento del 120%: si prevede che anche con la riapertura di saloni e negozi, le persone saranno sempre più propense a continuare le loro esperienze di acquisto online.

Industria del lusso

Dopo il COVID-19, il 70% degli investitori continuerà ad investire nel mercato del lusso, che crescerà tra il 2 e il 2,5% l'anno con Abbigliamento & Accessori, Cosmetica & Profumi e Lusso Digitale come i settori più attraenti. Secondo la Private Equity Survey di Deloitte dopo il calo nel 2020 dovuto all'impatto del Covid-19, le vendite del settore dei beni di lusso personali dovrebbero crescere del 10% tra il 2019 e il 2025 (ovvero una crescita annua del +1.9%).

Come sono stati utilizzati i social network

La pandemia, se per alcune aziende ha costretto ad un abbassamento degli investimenti pubblicitari, per altre ha rappresentato un ottimo momento per farsi sentire e vedere online. Le persone erano a casa di conseguenza hanno passato più tempi sui social media. A pubblicare cosa?

Secondo una micro-analisi di Blogmeter sui contenuti più performanti taggati #iorestoacasa, al primo posto c’è l'argomento cibo e ricette: gli italiani a casa in quarantena hanno cucinato, preparato pizze e pane, come confermano tra l’altro gli acquisti fatti durante il coronavirus al supermercato. Il secondo posto va ad allenamenti e workout casalinghi, argomento su cui si sono esposti anche personaggi famosi e influencer. Al terzo posto tra gli argomenti che hanno più creato engagement ci sono i racconti personali e familiari.

Le aziende hanno risposto di conseguenza: Facebook rimane il social media più utilizzato dagli e-commerce (53%), anche se in calo rispetto al 2019 (71%); Instagram viene considerato più efficace da parte delle aziende e Tik Tok ha avuto un grande balzo in avanti (del resto è stato uno dei social network più utilizzati).

Anche in una fase post Covid è importante quindi mantenere il contatto con il propri clienti tramite quei canali che durante la quarantena sono diventati l’unico punto di contatto con i propri affetti. Le persone utilizzano i social adesso più di prima perchè ne hanno capito le funzionalità, vale quindi la pena investire in campagne pubblicitarie per l’e-commerce sui social.

Conclusioni

La pandemia del 2020 ha portato con sé la consapevolezza dell’importanza della pianificazione dei rischi, non solo per le piccole attività. Può succedere di tutto e un'azienda deve essere preparata, contare su una struttura solida e poter evadere picchi di richieste potendo contare su un'organizzazione efficace.

Considerato quanto accaduto e i trend per gli e-commerce 2020 è fondamentale per un'azienda essere al passo con la domanda dei consumatori che si è spostata online. Nei prossimi mesi, gli investimenti delle imprese online dovranno concentrarsi sulla creazione di un e-commerce adatto o sul miglioramento di uno store online perchè sia efficiente.

Non è possibile ignorare infine il grande valore del servizio clienti, perchè le persone saranno ancora poco restie a passare in negozio mentre avranno sempre più confidenza con chat e Whatsapp, ma questi canali richiedono professionalità, preparazione e prontezza.

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