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Fare retargeting clienti ecommerce

retargeting clienti ecommerce

Vuoi fare retargeting clienti ecommerce?

Stai cercando un modo per aumentare le conversioni e spingere le vendite?

Coloro che hanno già manifestato, seppure in minima parte, un certo interesse verso i tuoi prodotti o servizi devono essere raggiunti con comunicazioni mirate. In questo modo aumenti le probabilità che una semplice visita diventi un acquisto.

I tuoi clienti devi seguirli, tenendo traccia dei loro comportamenti per individuare quelli abituali.

Se sai su quali clienti puoi contare per la longevità del tuo e-commerce, potrai impostare delle campagne pubblicitarie mirate a far ritornare quel segmento di pubblico sul sito. Per questo devi segmentare gli utenti che hanno visitato il sito in base ai loro comportamenti (abbandono del carrello, acquisto di un prodotto, visita di una categoria) e creare comunicazioni mirate con l'obiettivo di convincerli a tornare per concludere la conversione e fidelizzarli.

🎯Clicca qui se prima vuoi leggere: 10 strategie per fidelizzare i clienti col tuo ecommerce

Questo vuol dire fare retargeting clienti ecommerce, ovvero raggiungere utenti che hanno già avuto un contatto con te in base alle loro precedenti azioni al fine di aumentare le conversioni.

Di coloro che hanno già acquistato e che si ritrovano a navigare nuovamente sul tuo e-commerce devi indagare i loro atteggiamenti e le loro reazioni verso i tuoi prodotti e l’uso che ne fanno. A coloro che si dimostrano più interessati di altri devi dare consigli durante la navigazione, sfruttando strumenti come i chatbot e le Ads sui social, per avvicinarli a prodotti che rispettano i loro gusti, le loro aspettative e bisogni personali.

Segmentazione clienti e-commerce.

Alla base di qualunque attività di retargeting c’è una corretta e puntuale segmentazione della clientela. Segmentare il mercato ti consente infatti di capire dove si trovano gli acquirenti con la maggior capacità di spesa, coloro che non acquistano da tempo e gli acquirenti abituali. Insomma, separare gli utenti di un e-commerce in gruppi diversi a seconda di vari comportamenti ti permette di identificare tutti i tuoi target ai quali inviare comunicazioni personalizzate one to one.

I tuoi clienti e coloro che entrano in contatto con il tuo e-commerce devono essere inseriti in liste direttamente nel tuo CRM, così che tu possa processarli. Infatti, sia Google che i social media permettono di fare pubblicità su queste liste quindi verso utenti specifici con cui sei già venuto in contatto in passato o clienti attuali per fare retargeting.

Se segmenti la clientela puoi offrire a ciascun gruppo un'esperienza davvero unica e personalizzata, a partire dalle comunicazioni via mail: per ciascun segmento dovrai individuare contenuti, modalità e prodotti che sono di interesse di ognuno di essi. Usa promozioni e sconti se sai che il tuo segmento è attirato soprattutto da questo aspetto e imposta le e-mail automatiche.

La segmentazione è possibile anche quando investi sulle Ads dei social: pensiamo al pubblico personalizzato di Facebook. Si tratta di un'opzione di targetizzazione delle inserzioni che ti consente di individuare il tuo pubblico esistente tra le persone su Facebook usando diverse fonti quali elenchi di clienti, traffico sul sito web o sull'app o l'interazione su Facebook.

Analisi comportamenti online.

La segmentazione della clientela e le successive azioni devono basarsi sul suo comportamento. Parliamo di abbandono del carrello, acquisto di un prodotto, visita di una categoria etc. allo scopo di creare comunicazioni mirate con l'obiettivo di convincerli a tornare per concludere la conversione. E quindi fidelizzarli. 

Un modo per dividere la clientela in base al suo comportamento è usando l'analisi RFM, grazie alla quale puoi segmentare i clienti in cluster omogenei di comportamento identificando quelli che acquistano di più e/o sono più reattivi alle tue comunicazioni.

Il modello RFM è un vero e proprio sistema di classificazione che ordina i clienti sulla base di un punteggio individuale, calcolato su tre metriche:

  • Recency: misura il tempo trascorso dall’ultimo acquisto di un certo cliente. Più questo è vicino, maggiore è la probabilità che quel cliente acquisti di nuovo in futuro.
  • Frequency: il numero di acquisti ripetuti da un cliente. La probabilità di un eventuale acquisto futuro cresce all'aumentare della frequenza.
  • Monetary: indica l’ammontare speso del cliente nel periodo di riferimento.

🎯Clicca qui se prima vuoi leggere: Come segmentare gli utenti con la matrice RFM ecommerce

Tra gli strumenti utili allo scopo invece ricordiamo Google Analytics, che ti offre una panoramica del traffico con una voce che si chiama proprio Comportamento.

In realtà, con un buon CRM come Hubspot, l’analisi del comportamento è ancora più semplice, così come impostare le azioni successive. Infatti tramite lo strumento “Contacts” HubSpot ti permette di “nutrire” i tuoi lead osservando esattamente che cosa fanno sul tuo sito. In generale, sui CRM di questo tipo, non mancano le statistiche approfondite e il tracciamento delle azioni dei contatti acquisiti, che ti permettono di fare delle vere analisi del comportamento dei tuoi potenziali clienti.

Comunicazioni mirate.

In base ai contenuti, ai prodotti e/o ai servizi che un contatto ha visitato, e verso i quali si è dimostrato più interessato, devi mandargli dei messaggi personalizzati. Lo scopo del retargeting è proprio questo: promuovere il tuo prodotto/servizio nella forma in cui è più probabile sia interessante per un cliente.

Se vendi ad esempio scarpe e accessori sportivi e un tuo cliente ha acquistato un paio di scarpe da tennis, è inutile proporgli una e-mail con un codice sconto sulle scarpe da calcio. Piuttosto ha senso che, quando l’utente si trova nella pagina delle scarpe da tennis, un chatbot gli ricordi che ci sono tante borse funzionali che possono completare il suo look. La coerenza è il legante tra un cliente e uno strumento di retargeting. 

Si tratta del principio alla base delle inserzioni che sfruttano, appunto, il pixel installato sul tuo e-commerce. La rete display di Google funziona proprio così: con le Ads Google mostra i banner esclusivamente a quegli utenti che hanno già mostrato interesse nei confronti del tuo store online. Quindi, se un utente ha visitato la pagina shop del tuo e-commerce nella sezione dedicata alle scarpe, quando visiterà un altro sito vedrà un banner grafico con l'offerta di quello specifico paio di scarpe su cui si è soffermato.

🎯Clicca qui se prima vuoi leggere: Come fare remarketing per e-commerce

Fidelizzazione clientela e-commerce.

Fare retargeting su clienti e-commerce attraverso vari mezzi, come i social media, non vuol dire semplicemente inseguirli, ma utilizzare i pixel di tracciamento delle varie piattaforme per fornire loro gli argomenti necessari per completare l’acquisto, ad esempio evidenziando una caratteristica del prodotto o concedendogli uno sconto per un tempo limitato.

Se offrirai contenuti mirati e specifici sulla base dei precedenti comportamenti di navigazione e acquisto dimostrerai di conoscere davvero le preferenze dei tuoi clienti riducendo le possibilità di fallimento. In pratica “asciughi” la navigazione degli utenti proponendo solo solo prodotti o servizi nei confronti dei quali sono davvero interessati.

Investire nel retargeting sui clienti ecommerce è quindi un modo per puntare alla fidelizzazione della clientela che porta alla reiterazione degli acquisti nel tempo e oltre che ad azionare processi di passaparola.

Conclusioni.

Il retargeting sui clienti e-commerce ti permette di ottimizzare i tuoi investimenti, puntando su comunicazioni personalizzate a target precisi e specifici, e di aumentare le probabilità di conversione. Non è ipotizzabile non farlo, in un contesto online in cui la concorrenza è spietate e vince solo chi dimostra di essere sul pezzo conoscendo i desideri della propria cliente.

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