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Errori OKR da evitare

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Conosci gli errori OKR da evitare?

Stai usando la metodologia degli OKR in modo giusto?

Se per il tuo e-commerce stai usando questa metodologia organizzativa per l’allineamento sugli obiettivi e sui risultati da raggiungere, devi assicurarti di farlo nel modo giusto. Scopri quali sono gli errori OKR da evitare!

Chi adotta la metodologia degli OKR potrebbe sottovalutarne diversi aspetti ed incorrere in alcuni errori frequenti.

Impostare il metodo OKR in modo tale da stabilire obiettivi chiari e misurabili sulla base di risultati attesi concordati può spingere i tuoi dipendenti a ottenere grandi risultati e a mantenere la tua organizzazione focalizzata sulle priorità. OKR mal pianificati possono invece creare una strategia confusa con metriche poco efficaci e comportare di conseguenza un notevole spreco di tempo e risorse.

🎯Clicca qui se vuoi prima leggere: OKR ecommerce: come gestire obiettivi e risultati

Contemporaneamente se non c’è un reale coinvolgimento dall’alto e a tutti i primi livelli le probabilità di riuscita sono minime. L’implementazione degli OKR richiede una grande disciplina ma se non c’è commitment è difficile che ci sia disciplina nell’esecuzione, se non c’è disciplina gli OKR verranno visti come un compito imposto dall’alto che toglie tempo al “fare cose”. Quindi è prima di tutto una questione di mindset: se non c’è, si compiono degli errori OKR per possono rendere vano tutto il lavoro previsto. Vediamo quali sono i più pericolosi.

Definire troppi OKR.

Il metodo OKR deve risultare lo specchio delle priorità per la tua azienda. È importante quindi stabilire ciò che al momento è più significativo per la tua organizzazione e come il tuo lavoro può contribuire al suo successo. Questo metodo funziona quando è previsto un numero preciso di obiettivi raggiungibili in un trimestre. Se hai troppi obiettivi o risultati chiave, non puoi concentrarti su ciò che è importante. 

Meno obiettivi e risultati chiave hai, meglio ti concentri su ciò che è importante e più tu e la tua squadra potrete lavorare al meglio per raggiungere l'obiettivo. E puoi dire di no più facilmente alle cose che ti distraggono dalla tua missione. Meglio pensare agli OKR di un anno e dividerlo nei trimestri.

Dare punteggi molto alti per i risultati.

Devi assegnare dei punteggi realistici ai risultati raggiunti, senza sovrastimarli ma nemmeno sottostimarli. Questo vuol dire che non devi porti obiettivi irragiungibili perchè questo dovrebbe demotivare e frustrare il team. Nel caso degli OKR può capitare di definire obiettivi poco realistici, ma è nella natura stessa degli OKR e della misurazione continua il ridefinire gli obiettivi in base al progress. Allo stesso tempo però devi essere ambizioso (come diciamo nel punto successivo) e non sottostimare il valore dei risultati che ottieni.

Obiettivi facili da raggiungere.

Un Key Result non dovrà mai essere raggiunto al 100%, deve essere ambizioso. Quando imposti i tuoi OKR devi subito avere una sensazione di disagio: sai che sarà molto complesso raggiungere quel risultato e che ciò potrà accadere solo se la tua esecuzione sarà impeccabile, senza compromessi. Se imposti obiettivi troppo semplici tu ed eventualmente il tuo team non sarete spronati a fare sempre meglio né a sforzarvi di individuare le soluzioni più strategiche. 

Un valore di 70% è già considerato un ottimo risultato, 30-40% invece vuol dire che ci hai lavorato ma probabilmente non hai trovato la strada giusta e sotto il 30% ci hai investito troppo poco tempo o non hai neanche iniziato.

Pianificazione per più di un anno senza recensioni trimestrali.

Un anno dovrebbe essere il tempo massimo per ragionare in ottica OKR ma le recensioni trimestrali con analisi dei risultati sono fondamentali per avere un quadro nel breve periodo di come sta andando il tuo business. Gli OKR vanno impostati a inizio Quarter e verificati regolarmente. Ci sono alcuni tool che ti permettono di farlo, ma un foglio Excel va più che bene fino a 40-50 persone. 

Lo step di verifica è decisivo: non averlo rende gli OKR del tutto inutili. Diventano un dovere per manager e collaboratori e non uno strumento per avere focus e procedere allineati.

Modifiche in corsa.

Un errore comune è pensare che questa metodologia OKR sia suscettibile di modifiche in corsa. L’unica situazione in cui puoi cambiare i Key Results è quello di un’analisi dei dati. Se nel corso dei 3 mesi ti rendi conto che il tuo business non si sta muovendo in avanti come previsto (che le promozioni non stanno attraendo clienti o che i siti web individuati per una collaborazione editoriale non stanno portando traffico) puoi rivedere la strategia e modificare i Key Results.

Allo stesso modo, gli OKR possono essere cambiati all’interno di un Quarter ma deve essere un’eccezione: se lo fai continuamente è sintomo del fatto che in quel momento ti è difficile scegliere delle priorità. Così come, nel caso cambino gli OKR di Q in Q, devi assicurarti che siano allineati agli obiettivi di business annuali e che siano progressivi, viceversa diventa solo un esercizio di stile. 

Ogni tua decisione ha un impatto decisivo su tutto il resto dell’organizzazione: se cambierai continuamente OKR a fine Quarter ti ritroverai con decine di attività aperte e nessun obiettivo raggiunto.

Conclusioni.

Adottare la metodologia degli OKR ti permette di definire le priorità e fare focus sugli obiettivi davvero importanti del tuo business, ma purtroppo senza una loro misurazione sistematica ti risulterà comunque complesso capire se ti stai avvicinando o meno all’obiettivo finale e cosa fare per progredire. 

Gli errori OKR più comuni hanno tutti a che fare con situazioni in cui puoi perdere la strada prefissata perchè distratto da valutazioni eccessive o troppo scarse, numero di obiettivi esagerato o cambiamenti continui. Il segreto sta nella disciplina e nel confronto costante con tutti i membri coinvolti nel processo.

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