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Strategia delle parole chiave SEO per ecommerce

strategia delle parole chiave SEO per ecommerce

Sai come definire una strategia delle parole chiave SEO per ecommerce?

Ogni contenuto del tuo sito web è ottimizzato per le keywords giuste?

Qualsiasi cosa di una pagina, dalle immagini al title, deve tenere conto di un’analisi puntuale delle parole che offrono le migliori opportunità di posizionamento.

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Alla base di qualsiasi tipo di lavoro sui contenuti, c’è una strategia delle parole chiave SEO per ecommerce.

Le persone usano i motori di ricerca per parole e queste parole sono tracciate da una serie di tool, gratuiti o a pagamento, che possono offrire un livello di dettaglio di tali ricerche impressionanti. Queste ricerche servono per definire come scrivere i contenuti di un intero ecommerce, dai testi ai tag per la SEO fino al nome stesso dei prodotti.

🎯Clicca qui se vuoi prima leggere: SEO ecommerce

Avere una strategia delle parole chiave SEO per ecommerce pertanto è importante per tutto il progetto e va fatta subito, ancora prima di creare le pagine del sito. Nel caso di un ecommerce online, bisogna comunque monitorare le tendenze relativamente alle parole chiave più usate e allo stesso tempo il posizionamento del proprio ecommerce.

Certo non è consigliabile cambiare URL spesso, ma queste analisi periodiche sono utili anche per gli investimenti in campagne che usano la logica delle keywords, come Google Ads. Ti aiutano pertanto a strutturare degli annunci sulla base di specifiche parole chiave usate nel momento del lancio.

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Tipologie di parole chiave per ecommerce.

Le parole sono importanti, nel caso dei contenuti di un ecommerce sono fondamentali per intercettare le ricerche corrette. Bisogna capire, infatti, con quali parole e in che sequenza gli utenti cercano prodotti o servizi relativi al tuo ecommerce sui motori di ricerca. 

Una keyword fa riferimento a qualsiasi parola o frase un utente digiti in un motore di ricerca, che gli restituisce una lista di risultati (SERP) contenenti i siti web che offrono i contenuti migliori alla richiesta dell’utente.

Tuttavia bisogna specificare che non si tratta mai di una singola parola, piuttosto di almeno 2 parole. Le parole singole sono associate a risultati didascalici e enciclopedici, a meno che non si tratti di specifici brand. 

Per fare un esempio, ci ritroviamo a cercare su Google “scarpe da ginnastica” piuttosto che “scarpe”. Questo perchè se vogliamo acquistare questo prodotto tendiamo ad essere un minimo specifici, mentre se digitiamo un sola generica parola probabilmente ne stiamo cercando il significato. In realtà quest’ultima casistica capita anche nel caso di più parole insieme.

Detto questo, possiamo dividere le parole chiave in due gruppi.

Parole chiave a coda corta e lunga.

Le parole chiave composte da massimo 3 parole sono chiamate "Short tail keywords" o parole "chiave a coda corta". Solitamente hanno volume e competizione elevate. Essendo molto generiche, sono caratterizzate da un basso livello di conversione, dato che un utente che ricerca “forno a microonde” non è necessariamente intenzionato all’acquisto.

Quando un utente utilizza termini di ricerca composti da più di 3 parole sta usando una “Long tail keyword” (parola chiave a coda lunga). Queste parole chiave, essendo molto specifiche, hanno un volume solitamente basso e un tasso di conversione alto. Mentre il livello di competitività varia a seconda del settore.

Parole chiave principali, secondarie e correlate.

La parola chiave principale, o “main keyword”, è il termine di ricerca su cui si basa la tua strategia SEO ed è composta solitamente da sole 2 o 3 parole. Per la SEO pagina prodotto ecommerce ad esempio è importante definire una parola chiave principale che corrisponde al prodotto stesso.

La parola chiave principale deve avere un volume di ricerca sufficientemente elevato ed essere pertinente e rilevante per il tuo pubblico, composta da almeno 2 parole e identificative del tuo business. Se il tuo ecommerce si occupa di elettrodomestici per cucina una delle tue main keywords sarà “vendita frigoriferi”.

Partendo dalla tua main keywords ti sarà possibile individuare le parole chiave secondarie, ovvero parole chiave a coda lunga composta dalla tua parola chiave principale più termini che specificano l’intento della ricerca. Per tornare all'esempio precedente, una parola chiave secondaria potrebbe essere “vendita frigoriferi usati” se sul tuo store online offri anche l'usato.

Infine puoi ricavare parole chiave composte da sinonimi della tua parole chiave principale, le parole chiave correlate. Esempio: “frigoriferi online”.

Search Intent nel Google SEO ecommerce.

L'elemento che lega ogni tipologia di parola chiave appena descritta è il Search Intent. SI tratta dell'intenzione di ricerca da parte degli utenti, ovvero l’obiettivo che questi vogliono raggiungere quando cercano qualcosa sui motori di ricerca. 

Di cosa ha bisogno chi scrive su Google "frigoriferi usati"? La risposta è il Search Intent e fa la differenza in una strategia delle parole chiave SEO per ecommerce. 

Questo obiettivo infatti può essere di natura navigazionale, informazionale o transazionale. Le parole chiave che interessano quando stai effettuando una strategia delle parole chiave SEO per ecommerce sono soprattutto quelle caratterizzate da un intento transazionale.

Come abbiamo già visto, la parola chiave generica “forno a microonde” ha senza dubbio un volume di ricerche maggiore rispetto agli altri risultati, questo emerge in qualsiasi tool per la SEO. Tuttavia, non tutti gli utenti che ricercano questo termine sono veramente interessati ad effettuare un acquisto, in quanto alcuni potrebbero essere soltanto alla ricerca di immagini o informazioni su questo tipo di oggetto. 

Questo discorso vale ancora per keyword che entrano maggiormente nel dettaglio, come potrebbe essere “forno a microonde usato”, tuttavia la percentuale di persone che potrebbe essere interessata unicamente a informazioni su questo oggetto incomincia a diminuire sensibilmente. 

Infine, le parole chiave “forno a microonde usato 50 euro” e “forno a microonde usato online” possono essere degli esempi di ricerche con intento transazionale, in quanto hanno sicuramente un volume più basso ma un obiettivo più specifico e mirato all'acquisto.

Come fare a capire se dietro una keyword c'è l’intenzione commerciale?

  1. Le ricerche che specificano la quantità o le dimensioni di un prodotto sono un indicatore chiaro di un’intenzione d’acquisto, perchè l’utente ha un’idea ben chiara del prodotto che intende acquistare ("forno a microonde compatto").
  2. La ricerca in cui viene ricercato un prodotto accompagnato da una marca specifica solitamente è dettato dalla volontà di acquistarlo ("forno a microonde Samsung").

Il modo migliore per trovare keywords adatte alla strategia delle parole chiave SEO per ecommerce è metterti nei panni del tuo cliente tipo, le famose buyer personas che hai strutturato in fase di business plan. Devi provare a immaginare quali parole userebbe per trovare il tuo prodotto su internet: operativamente parlando, soprattutto nel caso di campagne a pagamento su Google Ads o Facebook Ads, puoi sempre fare degli A/B test.

Strumenti e tecniche per trovare parole chiave.

Fare un'analisi della parole chiave per inserirne i risultati in una strategia di indicizzazione e/o ottimizzazione delle pagine del tuo ecommerce è possibile grazie ad una serie di strumenti per la SEO, sia gratuiti che a pagamento. Ognuno offre risultati e dati leggermente diversi e chiaramente i tool a pagamento possono andare più in profondità delle proprie ricerche.

Tool gratuiti: gli strumenti di Google.

Google offre gratuitamente una serie di strumenti che ti possono essere utili nella primissima fase di indagine del Search Intent. Tra questi ci sono:

- Google Trends, strumento a cui si accede dal link https://trends.google.it/trends, che offre una prima panoramica dei volumi di ricerca associati a determinate keywords per paesi, lingua, categoria, mesi, con indicazione delle categorie e le query associate. 

- Google Search, ovvero la lista di frasi che compaiono quando cominci a cercare qualcosa nella barra di ricerca di google.it. L'ordine, infatti, è dettato proprio dai Volumi associati ad ogni parola/frase. Oltre ai suggerimenti nella barra di ricerca puoi controllare anche le ricerche correlate che trovi a fondo pagina.

Anche i marketplace offrono soluzioni interessanti, ad esempio, allo stesso modo di Google Search, puoi vedere su Amazon le parole chiave caratterizzate da un intento transazionale più evidente semplicemente inserendo le parole nella barra di ricerca prodotti.

Tool a pagamento: gli strumenti per la SEO.

Online ci sono diversi tool che a fronte del pagamento di un abbonamento, mensile o annuale (quest’ultimo economicamente più vantaggioso) offrono pacchetti diversi per aziende e professionisti. Ogni pacchetto dà accesso a dati più o meno specifici relativamente a keywords, concorrenti, analisi su siti web e tanto altro. I più utilizzati sono:

  • SEOZoom.
  • SEMRush.
  • Uber Suggest.
  • KWFinder.
  • Majestic.

Tutti questi tool consentono di fare una prova gratuita di uno dei piano professionali e mettono a disposizione un piano free limitato, tranne Majestic.

Per quali parole chiave ottimizzare le pagine ecommerce.

La scelta delle parole chiave giuste per ottimizzare le pagine ecommerce è quindi strategica. Si basa tuttavia sul bilanciamento di diversi elementi che emergono dall’analisi fatta con gli strumenti di cui abbiamo appena parlato unita ad analisi del target fatte in fase di business plan.

  1. Bisogna individuare le parole con un alto Volume, l’indicatore su base mensile in merito al numero di volte che una parola chiave viene cercata dagli utenti. 
  2. Allo stesso tempo  bisogna intercettare quelle con un valore di concorrenza non troppo alto. Questo indicatore, che viene chiamato Difficulty, esprime quanto può essere difficile posizionarsi per quella parola usandola appunto nelle proprio Ads. 
  3. Infine non dimentichiamo di dare un'occhiata al costo che i competitor stanno sostenendo per quella parola, il CPC, costo per clic. Se la Difficulty è alta allora anche il costo sostenuto per usare quella parole nelle proprie campagne è alta. 

Parole specifiche e long tail solitamente sono indice di un intento transazionale, quindi vale la pena inserirle nella strategia. Tuttavia deve esserci una base di ricerche un minimo rilevante, anche se si tratta di una nicchia.

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